Cambiamo

 
Petrolio, cambiamo di nuovo vita
UNO SPETTACOLO TEATRALE SUL PEAK-OIL
 
DATE IN CALENDARIO
Per informazioni e contatti: 338.8279762
 
2 Novembre2010ore 21:00PAVIA
Spaziomusica
Via Faruffini 5
www.spaziomusicapavia.it
 
1 Aprile2011ore 21:00MILANO
Teatro Barrio's
Via Barona angolo Via Boffalora
www.barrios.it
 
8 Aprile2011ore 21:00CAVA MANARA (PV)
Sala Teatro
Via Vittorio Emanuele II
 
6 Maggio2011ore 22:00PAVIA
Festival delle idee
Parco del Ticinello
www.maggiopavese.org
 
8 Maggio2011ore 19:30PAVIA
Sottovento
Via Siro Comi 8
 
10 Giugno2011ore 21:00VERCELLI
Cinema Lux
Via Leon Battista Alberti 3
 
12 Giugno2011ore 15:30MONTESOLARO (COMO)
Colosseo, Sala Polifunzionale
indirizzo
carimateintransizione.wordpress.com
 
11 Dicembre2011ore 21:00MONZA
Teatro Villoresi
Piazza Carrobiolo 8
www.madreterrachiamauomo.org
 
11 Maggio2012ore 20:30OSNAGO (LECCO)
Spazio Opera Fabrizio De Andrè
Via Matteotti
www.ecopsicologia.it
 
 
Scheda di approfondimento
 
Petrolio, cambiamo di nuovo vita - Picco del petrolio
 
Qualsiasi persona dotata di buon senso riesce a comprendere che a forza di bruciarlo e consumarlo, il petrolio prima o poi dovrà finire. In questi anni, parecchie volte abbiamo letto qualche articolo sul merito, ma fintantochè intorno a noi le cose continuano a funzionare come prima, tendiamo tutti quanti a proiettare i problemi di questo tipo in un domani indefinito, e non ce ne preoccupiamo più di tanto. Il punto cruciale di tutta la questione tuttavia non è quando il petrolio arriverà alla fine, ma quando quello che riusciamo ad estrarre comincerà a non bastarci più. La domanda di energia e la richiesta di petrolio infatti continuano a salire, mentre il numero di nuovi giacimenti di greggio che si trovano continua a calare: i costi delle estrazioni salgono, ed i pericoli derivanti da trivellazioni sempre più difficoltose causano situazioni come quella che è recentemente avvenuta nel Golfo del Messico.

Il momento critico da temere non è quindi l'esaurimento totale della risorsa, ma quello in cui la sua produzione inizia a declinare: si chiama "picco del petrolio" perchè oltrepassato il momento di massima disponibilità, il greggio immesso sul mercato mondiale comincia a calare, e le nostre necessità non riescono più ad essere soddisfatte. In un sistema economico come il nostro, basato sulla crescita continua, è facile comprendere come i primi segni di declino della risorsa che finora ha mosso il motore dello sviluppo mondiale possano portare a delle ripercussioni enormi.

Molti ricercatori indipendenti che da anni studiano questi problemi sono riuniti in un'associazione mondiale che già da molto tempo aveva previsto il verificarsi del "picco" intorno all'anno 2010. Infatti puntualmente, per la prima volta nel corso di tutta la storia dello sfruttamento del petrolio, il governo americano ha rilasciato all'inizio di quest'anno dichiarazioni e documenti ufficiali nei quali si legge che questa condizione è vicinissima ad essere raggiunta. Il Pentagono afferma che già nel 2012 potrebbero non esserci più eccedenze, e che nel 2015 il deficit mondiale di greggio potrebbe ammontare al 10% degli attuali consumi.

Occorre precisare che non esiste, allo stato dell'arte della nostra attuale tecnologia, nessuna fonte di energia che per potenza e per bassi costi possa paragonarsi al petrolio: ora la transizione verso fonti rinnovabili deve essere attuata in tempi che sono rapidissimi se paragonati con l'inerzia del sistema, partendo anche dal presupposto - molto difficile da metabolizzare culturalmente - che non ci sarà concesso di mantenere gli stessi livelli di spreco che l'opulenza energetica dell'oro nero ci ha permesso in questi anni di velocissima crescita.

Attualmente, siamo tutti presi dal tentativo d'intravedere il momento di uscita dall'attuale crisi economica, e siamo lontani anni luce dall'idea che il nostro modello di vita, anzichè essere ripreso come prima, andrà invece cambiato. per causa di una deficienza energetica che non ci consentirà di continuare a sostenerlo. D'altronde, oggi viviamo malissimo perchè l'attuale paradigma economico-produttivo è ormai alla fine della sua parabola: siamo imbottigliati in un vicolo cieco che contrappone lo spettro della crisi e della disoccupazione a quello del collasso ambientale definitivo, che avverrebbe nel caso di una eventuale ripartenza dei consumi. Negare che esista il problema del rinnovamento, o fare finta che non ci sia, non serve certamente a risolverlo.

Lo spettacolo "Petrolio, cambiamo di nuovo vita" si prefigge di portare queste tematiche all'attenzione del pubblico, intercettando la voglia crescente che tutti quanti abbiamo di riuscire a "vivere meglio" di quanto oggi non ci riesca di fare. Se tutti fossimo più aperti verso il mutamento, se lo temessimo di meno, se non lo vedessimo come un nemico ma come un alleato, se i nostri sforzi fossero tesi a cambiare le cose anzichè cercare di mantenerle uguali a loro stesse, riusciremmo a realizzare che in una transizione - peratro ineluttabile - avremmo una gran quantità di cose da ritrovare, che sarebbe bello scambiare con quelle che à necessario lasciarsi indietro.
PETROLIO, CAMBIAMO DI NUOVO VITA
INIZIA IL DECLINO DELLA RISORSA CHE HA RIVOLUZIONATO GLI ULTIMI DECENNI
DI STORIA MONDIALE MODIFICANDO COMPLETAMENTE LE NOSTRE ESISTENZE
Nessuno si è mai preoccupato di spiegarci che stavamo vivendo un momento di abbondanza energetica transitoria. Ora CAMBIEREMO NUOVAMENTE MODELLI DI VITA ED ABITUDINI. E ne usciremo ritrovando molte cose che ci eravamo persi per strada.
MUOVIAMOCI, IL FUTURO CI ASPETTA !
Uno spettacolo con:

Marta Cametti (attrice, Terremoto Teatro)
Paolo Ciccone (attore, Terremoto Teatro)
Gian Maria Franzin (pianoforte)
Gabriele Porrati (monologhi)

Da un soggetto di Gabriele Porrati
Musiche di Gian Maria Franzin

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