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Old Time Soul
 
 

Old Time Soul - Martina Fontana e Mario Rovati
Old Time Soul - Martina Fontana e Mario Rovati
 
Martina Fontana e Mario Rovati hanno preso parte a svariati progetti musicali, alcuni insieme, altri per conto proprio. Hanno suonato rock, blues, country, bluegrass, old time music e anche canzoni da osteria. Hanno percorso strade a volte parallele, a volte divergenti.

Martina ha iniziato il suo percorso partendo dalla musica dei controversi e rivoluzionari anni 60 militando nella sua prima band: la Hesitation Blues Family. Con questo trio si esibisce in alcuni locali della zona portando con se tutta l'energia e la carica del rock blues eseguendo versioni da brivido di brani di Janis Joplin.
Poi è il turno della bluegrass band The Joyriders ed è proprio in quel periodo (nel 2006) che Martina comincia ad appassionarsi al mondo della musica old time imparando a suonare l'autoharp.
Ma nel suo cammino musicale non mancano le sorprese e le tante collaborazioni con vari artisti, da Fabrizio Poggi al cantautore americano Country Joe McDonald, da Ezio Guaitamacchi ai Lonesome Heroes (tributo a Leonard Cohen). Nel 2009 ha collaborato con i texani Merel Bregante (Nitty Gritty Dirt Band) e Lynn Daniel (Willie Nelson). Ha suonato con i Foggy Road, veterani della scena bluegrass milanese-pavese e, attualmente, oltre a far parte del duo "Old Time Soul", è anche la cantante dei ""Martina Fontana & The Dusty Travelers" con i quali si esibisce spesso in locali milanesi portando sul palco un mix di blues e country-rock.
Suona l'autoharp, la chitarra, l'ukulele e il kazoo.

Mario, dopo aver suonato rock'n'roll, blues, roots, negli ultimi quindici anni si è indirizzato particolarmente verso la chitarra country, elettrica, con i Lost River Band ed i Maple Tree, e acustica, passando dal folk basato sulle voci dei Vox Lace, al bluegrass dei Foggy Road, all'old-time, con la string band Hard Trails. Ha collaborato a vari progetti, fra cui i Turututela di Fabrizio Poggi, con cui ha suonato musica tradizionale del nord Italia, dal vivo e in studio, e gli E.B. Style, band di country-rock, con cui ha registrato parti di chitarra acustica sull loro CD.
Ora si dedica soprattutto alla chitarra flatpicking, ispirandosi a Norman Blake, Tony Rice, Scott Nygaard. Da qualche anno a questa parte ha affiancato alla chitarra il mandolino ed il dobro "lap style".

La voce di Martina, capace di suoni soavi ma anche potenti e graffianti, si armonizza magicamente con quella di Mario in questo duo che, sfidando le mode ed il pregiudizio musicale, prende forza dalla grandissima passione di entrambi gli artisti per la musica tradizionale nord-americana, per i cantautori che si ispirano a quella, ma soprattutto per il modo di essere che questa musica ispira. Melodie e testi nati per arrivare al cuore, per raccontare storie semplici, l'emozione che prevale sui virtuosismi vocali o strumentali, sulle invenzioni armoniche.
Canzoni di origine povera ma assai efficaci nel comunicare una molteplicità di sentimenti: dalla rabbia all'amore, dalla morte all'amicizia...

In questo spirito Martina e Mario suonano e cantano la "loro" musica: vecchie canzoni tradizionali dell'800 e del periodo della Guerra Civile Americana, ballate e gospel, brani della Carter Family, la formazione che negli anni '20-'30 ha fatto conoscere al grande pubblico la musica delle montagne (la cosiddetta hillbilly music) e canzoni di autori contemporanei che si rifanno alla tradizione, non in maniera didascalica, ma come naturale proseguimento. Una tradizione viva, dunque.

Old Time Soul è proprio lo spirito di cui si diceva, in cui Martina e Mario lasciano da parte le velleità individuali per dare origine a qualcosa che in un certo senso è ben più della somma dei loro contributi. Le voci si uniscono per far nascere armonie semplici ed evocative; gli strumenti, la chitarra, l'autoharp, a volte il mandolino ed il dobro, sono al servizio della canzone, la quale non è mai un pretesto per indulgere in virtuosismi. Gli arrangiamenti sono essenziali, lasciano spazio alla bellezza del brano. Il repertorio viene scelto, nello smisurato calderone della musica nord americana, per le sue potenzialità di comunicare emozioni.
 

 

 
 

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