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13 Agosto
Earth Overshoot Day 2015
Il concetto di INSOSTENIBILITÀ, visto nella pratica
Earth Overshoot Day 2015
Il giorno dell'Earth Overshoot, che ogni anno arriva con maggiore anticipo,
rappresenta il momento in cui l'umanità ha consumato il budget annuale
che il Pianeta mette a disposizione degli esseri viventi che lo abitano.

Tutto ciò che viene fatto da questa data in poi va a consumare
il capitale naturale che i nostri figli e le future generazioni
avrebbero dovuto ricevere intatto.

La nostra cultura contemporanea ci porta a considerare l'ambiente come parte della nostra economia, mentre nella realtà è vero il contrario: senza un sistema naturale integro ed efficiente vengono a mancare i presupposti perchè il nostro Pianeta possa sostenere non soltanto il commercio, ma anche la prosecuzione della vita. È quantomeno curioso che in un mondo governato da convenzioni economiche, le leggi più elementari che regolano il funzionamento di un'azienda non vengano applicate ai sistemi naturali: diamo per scontato che l'ambiente esista, e funzioni sempre e comunque, anche se i suoi bilanci si trovano in uno stato di dissesto disastroso.

L'Earth Overshoot Day identifica il giorno nel quale l'umanità esaurisce le risorse rinnovabili che la Terra mette a disposizione degli esseri viventi per l'anno corrente: in pratica, questa data quantifica l'entità del debito crescente che il nostro sistema socieconomico contrae con il sistema naturale dal quale dipende. Prima degli anni '70 non era mai successo che i prelievi delle attività umane eccedessero la disponibilità annuale di risorse naturali; nel 1990 questo bilancio iniziava ad andare in rosso a partire dal 7 dicembre. Dieci anni dopo, a partire dal 1 novembre. Nel 2009, a decorrere dal 25 di settembre. Nel 2015 il passivo dell'Azienda Terra inizia il 13 di agosto: da questo giorno in poi, fino al completamento dell'anno in corso, tutte le attività che noi umani facciamo sul Pianeta vanno a debito. In che modo questo debito si ripercuote sulle nostre vite, e quali sono i contribuenti che lo pagano?

Per rispondere a questa domanda, paragoniamo il sistema naturale ad un conto in banca. Da quando à iniziata la vita sul nostro Pianeta, le creature che lo abitano hanno sempre vissuto della rendita creata dal capitale naturale, che non essendo stato intaccato, ha potuto rimanere intatto. Da alcuni decenni, le nostre attività non sono più commisurate alle possibilità del sistema terrestre: la loro prosecuzione dopo l'Overshoot Day (che significa letteralmente "giorno dello sforamento") va a scapito del capitale che i nostri figli dovrebbero ricevere intatto. Stiamo prelevando il 50% in più di quello che il Pianeta riesce a darci: la Terra di conseguenza ci mette un anno e mezzo per rigenerare quello che noi consumiamo in un anno.

Senza guardare troppo avanti, il degrado del patrimonio naturale che consegue al suo eccessivo sfruttamento sta già rendendo gli ecosistemi meno efficienti: abbiamo ed avremo ogni anno sempre meno foreste, sempre meno produzione di cibo ed ossigeno, e riciclo di acqua pulita. Al posto di questi beni essenziali accumuleremo le sostanze inquinanti ed i gas serra che gli ecosistemi non riescono più a smaltire. Sistemi cruciali per la vita terrestre quali la Zona Neotropicale, nella quale à allocata la Foresta Amazzonica, hanno subito una perdita di biodiversità del -83%: questo dato, che noi potremmo associare a luoghi lontani, ci tocca molto più di quanto non si potrebbe supporre, perchè una parte consistente dell'ossigeno che respiriamo qui in Italia dipende dalla funzionalità di quegli ecosistemi.

A partire dal 1970 l'impronta ecologica mondiale, ovvero i consumi della specie umana, hanno cominciato a superare la biocapacità del Pianeta, ed oggi la eccedono del 50%.

Biocapacità del Pianeta e Impronta Ecologica Mondiale

Questo sovrasfruttamento degli ecosistemi ha causato una riduzione del capitale naturale che si può misurare dalla percentuale di diminuzione della biodiversità: oggi riscontriamo un calo medio del -52% a livello mondiale, che in aree cruciali per la salute del sistema terrestre come la Zona Neotropicale raggiunge una diminuzione del -83%.

Indice di Biodiversità

Fonte: Living Planet Report 2014 - WWF, Zoological Society of London, Global Footprint Network, Water Footprint Network

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