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Campagna
"Meno carne, ambiente migliore, più salute""
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La filiera della zootecnia è il settore di maggior produzione di gas serra,
il primo consumatore di suolo, il principale responsabile della deforestazione
ed una delle più importanti cause di inquinamento dell'acqua.
Un consumo di carne eccessivo mette a rischio la salute umana:
aumenta la probabilità di tumori e di malattie cardiovascolari.
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Consumi in aumento
Negli ultimi 50 anni il consumo mondiale di carne pro capite è raddoppiato.
La media mondiale è oggi di 40 chili di carne l'anno per ogni abitante,
che spaziano dai 5 consumati da un indiano, ai 122 divorati da un americano.
Gli italiani ne consumano 90 all'anno, il triplo di quello che mangiavano nel 1960.
Se si continua così, con i paesi in via di sviluppo che seguono la strada
tracciata dagli "occidentali", gli eccessi trasformeranno l'umanità
in un consesso di obesi e di malati, il clima verrà stravolto e, data la
bassissima resa di questo alimento, non ci sarà abbastanza terra per sfamarci
tutti.
Lo scorso 3 Aprile l'UBA, l'agenzia governativa tedesca per l'ambiente, ha invitato
i cittadini a ridurre i consumi di carne: possibilmente soltanto la domenica
e alle feste comandate, onde salvaguardare la salute propria e quella dell'ambiente
Gli allevamenti intensivi e l'ambiente
Sul Pianeta, a rotazione, vivono stabilmente 1 miliardo e 383 milioni di bovini che,
da soli, costituiscono il 20% dell'intera biomassa terrestre. Il 30% delle terre
emerse è destinato in maniera diretta o indiretta alla filiera animale, che
consuma il 78% del suolo dedicato all'agricoltura.
Allevamenti e deforestazione
La produzione di mangimi per animali ed il pascolo sono la prima causa di
deforestazione. Ad essere più colpita è la foresta amazzonica, cuore
della biodiversità terrestre, dove ogni due ore spariscono definitivamente
1.000 ettari di alberi, che per le caratteristiche del suolo ci metteranno da 200
a 1.000 anni per poter ricrescere di nuovo. Il 70% della foresta amazzonica ormai
scomparsa è destinato ad usi collegati alla zootecnia.
Consumo di acqua
La terra non è l'unica risorsa che gli allevamenti intensivi depredano:
consumano anche quantità enormi di acqua. Basti pensare che per produrre
un chilo di carne rossa occorrono 15.500 litri di acqua (media mondiale), che in
Italia diventano 21.100. Per fare un paragone si pensi che una famiglia media
occidentale, adottando ogni possibile accorgimento, può risparmiare con
molta fatica 10.000 litri di acqua domestica al mese.
Gli allevamenti sono anche la maggiore sorgente di inquinanti che vengono
disciolti nell'acqua. Per esempio, a livello mondiale sono responsabili del 64%
dell'ammoniaca, che contribuisce significativamente al fenomeno delle piogge acide.
Produzione di gas serra
Secondo i dati FAO del 2006, la somma dei contributi di anidride carbonica,
metano e ossido di azoto, porta il settore zootecnico al secondo posto (18%)
dopo l'energia (21%) e davanti ai trasporti (14%) nella classifica dei comparti
che producono gas serra. Successivamente, secondo l'interpretazione del World Watch
Institute del 2009 che ha corretto il calcolo di alcuni elementi sottostimati e ne
ha aggiunti dei nuovi, il settore della zootecnia ha superato anche quello
energetico portandosi al primo posto (43-51% del totale dei gas serra).
Bilancio in perdita
Infine, bisogna considerare che gli animali sono "macchine" in grado
di convertire alimenti vegetali in proteine animali con un'efficienza molto
bassa: circa il 10% di resa. A parità di territorio coltivato, è
sufficiente introdurre nella dieta un solo 25% di prodotti di derivazione
animale per dimezzare il numero di persone che si possono sfamare.
Carne e salute umana
Nei paesi industrializzati un'alimentazione iperproteica, che ha scalzato
frutta e verdure dalla dieta quotidiana, è responsabile di una serie
di danni gravi alla salute di grandi e piccini:
- aumento dell'obesità
- incremento del rischio di tumore (soprattutto dell'intestino)
- impennata delle malattie cardiovascolari
Non ultimo, negli allevamenti intensivi le condizioni di vita degli animali
sono talmente innaturali da costringere gli allevatori alla somministrazione
continua di farmaci antibiotici che vengono poi emessi con le deiezioni animali,
andando a inquinare le falde acquifere dalle quali si preleva l'acqua che
beviamo. L'ingestione indiretta di queste sostanze indebolisce il nostro sistema
immunitario.
Una questione culturale
India e Cina hanno una popolazione numericamente simile. Nel 1960 si registrava
per entrambe un consumo pro capite di 5 chili di carne l'anno ma, mentre la prima
ha mantenuto inalterato questo consumo, la seconda negli ultimi 50 anni lo ha
decuplicato. Segno che il modo di alimentarsi è una scelta che ha forti
basi culturali e non è dettata da necessità fisiologiche.
Un pò di etica
Dal Rapporto Brambell del 1965 commissionato a suo tempo dal governo britannico
sono scaturite le "5 libertà animali" per la tutela di base del
benessere animale.
Si tratta di affermazioni che sanciscono diritti elementari che parrebbero ovvi
a chiunque, ma che nella realtà dei fatti vengono sistematicamente violati.
Negli allevamenti infatti l'animale viene visto come una merce e non come un
essere vivente, i criteri secondo i quali viene deciso il cibo da somministrare,
lo spazio vitale, l'illuminazione, rispondono solo a una logica economica che
nell'ottica di massimizzare il profitto ignora completamente l'elemento
sofferenza. Lo stress e lo strazio ai quali gli animali sono sottoposti si
può paragonare solo alle situazioni tragiche vissute dagli esseri umani
deportati nei campi di concentramento.
Il nostro modello commerciale, poi, provvede a rimuovere queste atrocità:
i consumatori vedono alla televisione pubblicità rassicuranti e trovano
la merce allineata in bella vista sugli scaffali dei supermercati, ignorando
completamente quelle parti "scomode" che porterebbero qualsiasi persona,
anche non dotata di una particolare sensibilità animalista, a porsi
delle domande sulla legittimità etica del nostro agire.
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| Si parlerà di tutto questo nel |
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Convegno
"Gli impatti ambientali
dell'alimentazione carnea"
organizzato dal Progetto Cambiamo in collaborazione con l'UDU
Unione degli Universitari Coordinamento per il Diritto allo Studio
Sabato 22 Maggio 2010 ore 20:45
Aula del '400 - Università di Pavia
(ingresso da Piazza Leonardo Da Vinci)
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Relatori:
Enrico Moriconi - Medico Veterinario
Presidente AVDA, Associazione Veterinari Diritti Animali
Gabriele Porrati - Divulgazione temi ambientali
Coordinatore del Progetto Cambiamo
L'evento verrà trasmesso in DIRETTA WEB
a partire dalle 20:45 del Sabato 22 Maggio
Per attivare il collegamento
cliccare qui
(una volta entrati nella pagina cliccare su "Please install Flash"
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Lista delle adesioni al manifesto
e alla campagna
Per aggiungere la propria adesione scrivere alla casella

AgireOra
Agriter Comitato Agricoltori
Gaspare Amari presidente del Circolo Airone Legambiente
Associazione Naturalistica Codibugnolo
Chlorophylla Studio di Biologia Ambientale
Circolo Legambiente Il Barcè
Circolo Legambiente Terre d'Acqua
Comitato per la Tutela dell'Ambiente e del Territorio
Giuseppe Damiani
Diogene Magazine
Ecocoscienza
ENPA Pavia Ente Nazionale Protezione Animali
Massimo Filippi
Gaia Animali ed Ambiente Pavia
Gas Pavia
Nicola Ghisiglieri
In-Esaurimento divulgazione tematiche ambientali
LAV Lega Anti Vivisezione Pavia
Lipu
Fiorella Maggi, referente settore ambiente, IPSIA Cremona di Pavia
Adrian Martinez
MoVimento 5 Stelle di Pavia
MDF Movimento per la Decrescita Felice
Riccardo Monferrato
Cristina Nera educatrice cinofila/educatrice ambientale
Fabio Passarello
Linda Picone
Elena Porrati
Progetto Gaia
Filippo Schillaci
Stop al Consumo di Territorio
Slow Food Vigevano e Lomellina
aderisce alla campagna per un minore consumo di carne
precisando che:
"Anche se le nostre abitudini alimentari non prevedono un consumo
giornaliero di carne squilibrato come altrove, sappiamo che la produzione
di carne ha conseguenze importanti sul consumo di acqua, sul benessere
animale, sulla produzione di mangimi e quindi sulle scelte di uso del
suolo agricolo. Tutti questi elementi fanno sì che oggi un
co-produttore attento e consapevole debba porsi l'obiettivo di consumare
meno carne, ricercando e riconoscendo la qualità secondo le
linee guida per la produzione di un cibo buono-pulito-giusto".
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Cliccare qui per scaricare la locandina del Manifesto (.doc)
Cliccare qui per scaricare la locandina del Convegno (.doc)
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Progetto Cambiamo Sezione Alimentazione
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